La povertà e la disuguaglianza in Italia sono due fenomeni presenti sul territorio e in aumento in termini di incidenza di povertà assoluta tra il 2012 e il 2013.

In Italia nel 2013 secondo l’indicatore Arope le persone in stato di povertà (persone in grave deprivazione materiale, con la bassa intensità di lavoro e con rischio di povertà ) sono il 28.4%.

Il fenomeno povertà non può essere letto però solo nella sua dimensione reddituale, le caratteristiche del fenomeno e le sue dimensioni sono molteplici e interessano forme specifiche di povertà: povertà infantile, la povertà degli anziani e delle famiglie nelle sue specifiche componenti, working poor, povertà persistente a lungo termine.

 

Dall’Indagine sulle spese delle famiglie nel 2013 il 7,3% di individui residenti in Italia e il 6,3% di famiglie vive in condizione di povertà assoluta.

Il valore dell'incidenza di povertà assoluta cambia a seconda del titolo di studio di riferimento, al crescere del titolo di studio diminuisce l’incidenza. L’incidenza di povertà assoluta varia dal 3,1% se la persona di riferimento è almeno diplomata al 10% per chi ha fino alla licenza elementare

Analogamente per famiglie in condizione di povertà relativa hanno un incidenza del 10,4% mentre per gli individui tale valore sale al 13%.

Il valore dell’incidenza cambia se si guarda la distribuzione sul territorio e nel Sud oltre ad avere un incidenza più alta il fenomeno si presenta anche più grave.

Anche in questo caso il valore dell’incidenza per titolo di studio diminuisce al crescere della scolarità. Chi ha fino alla licenza elementare ha una incidenza di povertà relativa del 5%, chi possiede la licenza media il 13,9%, 16,7% la licenza media superiore ed oltre.

La carta che segue associa la presenza delle scuole sul territorio all’incidenza di povertà relativa in Italia nel 2013

 

 

 

Alcuni link utili:

http://www.lavoro.gov.it/AreaSociale/Inclusione/Pages/default.aspx

http://www.istat.it/it/condizioni-economiche-delle-fami